Progettualità e formazione

Il calcio non è solo uno sport muscolare; per questo gli istruttori puntano molto sulla crescita del bagaglio tecnico di ogni ragazzo, oltre a quello fisico. Si mira a raggiungere l’obiettivo primario della scuola: lo sviluppo armonico di ogni aspetto della personalità del giovane atleta:

  • sviluppo cognitivo;
  • sviluppo motorio;
  • sviluppo del bagaglio tecnico;

La Nuova Telis ha l’obiettivo di provare a insegnare ai ragazzi come saper trattare la palla, come si faceva in passato. Oggi vediamo molti giocatori abilissimi a palleggiare con la testa e poi sbagliare banalmente un cross; molti sanno correre per tutta la fascia ma poi si trovano in difficoltà quando si tratta di stoppare un pallone. Per questo nella scuola calcio i ragazzi impareranno:

– Come si passa un pallone, senza mettere in difficoltà un compagno;

– La guida della palla;

– Come si riceve un pallone;

– Come si contrasta un avversario;

– A colpire bene la palla di testa;

– Come si esegue una rimessa laterale;

– Come si tira in porta.

Per quanto riguarda la parte motoria, tre sono gli aspetti su cui si concentrano gli istruttori della scuola calcio:

– Sviluppo e consolidamento degli schemi motori di base: anche se può sembrare che ogni bambino sappia già correre, in realtà non è sempre così. Formare degli atleti significa anche aiutare il bambino a crescere sano, senza difetti di postura, che spesso sono causati anche da errori di base motoria. Sei sicuro che il tuo bambino sappia correre correttamente? Quanti per esempio sanno che i loro figli corrono poggiando prima la punta del piede piuttosto che l’avampiede? Per questo l’insegnamento degli schemi motori di base diventa il punto di partenza fondamentale, la base per tutto quello che il bambino apprenderà in seguito. Camminare, correre, saltare, lanciare ed afferrare sono gli schemi motori di base da cui partire

Sviluppo e consolidamento delle capacità coordinative: un atleta non può essere scoordinato. La coordinazione a volte è un dono, ma si può anche imparare ad averla. Un atleta non potrà mai esprimere il meglio delle proprie potenzialità se non è coordinato. Nel calcio poi questo aspetto può fare la differenza. Quindi nella scuola calcio si insegna ai bambini a controllare i movimenti per raggiungere l’obiettivo. Essere coordinati significa anche immaginarsi nello spazio ed eseguire esattamente quello che il cervello ci dice di fare. E senza coordinazione l’ordine del pensiero non viene portato a termine in modo esatto; nella scuola calcio si sviluppa anche la capacità del bambino di adattare, cambiandoli, i movimenti appresi per adeguarli a mutamenti improvvisi del contesto. Il bambino impara a leggere le situazioni, che sono sempre diverse in quanto sul campo ci sono gli avversari, e a saperle fronteggiare;

Non può poi mancare la cura dell’aspetto tattico. Notoriamente il campionato italiano viene sempre definito come un torneo dove la tattica a volte è anche troppo esasperata rispetto ad altri aspetti del gioco.

Anche la Nuova Telis rispetta questa tradizione e svolge un lavoro di grande attenzione alla tattica. I bambini apprendono subito quali movimenti devono effettuare in campo; imparano che una squadra è un organismo che deve sapersi muovere negli spazi del campo in modo armonioso, coordinato, mantenendo le distanze tra i reparti. Ogni bambino impara quale sia la sua posizione in campo, quale il suo compito, e come essere utile ai suoi compagni. Dunque scopre per esempio che nel calcio il movimento senza palla è forse addirittura più importante di quello con la palla, perché la palla la può portare un giocatore alla volta, ma nel frattempo ci sono altri nove che corrono senza, e sono ovviamente la schiacciante maggioranza.

Dunque nel programma della scuola calcio viene dato ampio spazio alle varie situazioni di gioco che ciascun bambino può affrontare in partita:

  • Uno contro il portiere;
  • Gestione dell’uno contro uno;
  • Gestione del due contro uno e del tre contro uno;

Si imposta la conoscenza delle partitelle, così comuni nell’allenamento professionistico: tre contro tre, quattro contro quattro e cinque contro cinque, perché permettono di prendere confidenza con la palla ed essere sempre coinvolti.

Le moderne scuole calcio, seguendo le linee guida della FIGC, adottano metodologie basate sull’apprendimento esperienziale:

  • Pedagogia Non Lineare: Si preferiscono situazioni di gioco reale (con avversari) rispetto a esercizi analitici e ripetitivi, per sviluppare vere “competenze” situazionali invece di semplici abilità isolate.
  • Fasi Sensibili: Gli istruttori specializzati programmano gli allenamenti in base alle “finestre” d’età in cui il bambino è più ricettivo per certe capacità (es. coordinazione tra i 6 e i 12 anni, rapidità, ecc.).
  • Multilateralità: Soprattutto nei primi anni (Piccoli Amici e Primi Calci), si punta a un ampio bagaglio motorio che non si limiti solo al gesto calcistico, migliorando equilibrio e agilità.

 

La progressione didattica è solitamente strutturata per obiettivi crescenti:

  • 6-8 anni (Piccoli Amici/Primi Calci): Scoperta del gioco, rapporto amichevole con la palla, dominio e calciare di base, percezione dello spazio.
  • 9-10 anni (Pulcini): Consolidamento della tecnica individuale (ricezione, guida, tiro) e primi concetti di collaborazione tattica semplice.
  • 11-12 anni (Esordienti): Perfezionamento tecnico in velocità e introduzione a principi di tattica collettiva più strutturati.